Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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L’ambasciata britannica in Cambogia: da 200 a 56.000 likes su Facebook in meno di un anno.

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Facebook UK Cambogia

La pagina Facebook dell’ambasciata UK in Cambogia

Un interessante articolo sul sito del Foreign Office descrive la campagna di comunicazione su Facebook lanciata nel giugno del 2012 dall’ambasciata del Regno Unito a Phnom Penh e indirizzata in particolare ai giovani cambogiani.

Quattro i principali elementi della strategia online:

1)      Researching the interests of our target audience (15-35 year old Cambodians), adapting content to their interests

2)      Conducting a pilot of Facebook advertising according to defined variables (language, target audience, time of day, content, cost, ad type) and using the data to increase the impact and lower the cost of the campaign

3)      Generating innovative and visual content which was both linked to the Olympics/Paralympics and local interest (e.g. message board for Cambodian athletes). Content was the single most important variable in generating engagement

4)      Developing more interactive content to boost engagement and virality (e.g. London 2012 themed competitions).

 

Ottimo il risultato raggiunto. Non solo in termini numerici – da 200 a 56.000 likes in pochi mesi – ma soprattutto a livello di interazione con gli utenti online, che hanno mostrato interesse per i contenuti e innescato anche meccanismi di viralità.

Sul buon esito della campagna hanno sicuramente influito i Giochi Olimpici di Londra, che hanno catalizzato l’attenzione mediatica e si sono prestati molto bene a forme di comunicazione basate sulla cosiddetta soft diplomacy.

A parte la “spinta” delle Olimpiadi, il caso dell’ambasciata britannica in Cambogia è comunque interessante perché fa luce sulle potenzialità che la comunicazione online e in particolare sui social media può avere in Paesi nei quali la penetrazione e l’uso di Internet stanno registrando tassi molto elevati, soprattutto tra i giovani più emancipati e con una formazione di alto livello. Ovvero i futuri decision-maker.