Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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In arrivo un nuovo progetto sulla diplomazia digitale. Il blog va in pausa

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Negli ultimi mesi sto lavorando a un nuovo progetto in inglese riguardante la diplomazia digitale e non riesco più ad aggiornare il blog.

Sono orgoglioso che questo sia stato il primo spazio di approfondimento a livello mondiale dedicato all’e-diplomacy. Da marzo 2012 ho condiviso ricerche, dati, casi di studio interessanti, buone pratiche da seguire ed errori da evitare. Continuerò a farlo, ma solo tramite il mio account su Twitter.

European Diplomatic Programme

Un momento del mio seminario sui social media allo European Diplomatic Programme

Pochi giorni fa, durante un’iniziativa organizzata dalla Farnesina, ho condotto un modulo di formazione sui social media per numerosi diplomatici provenienti da vari Paesi europei. Ho riscontrato tanto interesse e curiosità. Anche senza il supporto del blog, continuerò il mio lavoro di sensibilizzazione per far capire come gli strumenti digitali possano aiutare i governi e i diplomatici a comunicare meglio e a costruire relazioni più efficaci con i cittadini a livello internazionale.

Mi dà molta fiducia il fatto che in questi anni molti giovani abbiano deciso di dedicare le loro tesi accademiche alla diplomazia digitale. Chiunque abbia voglia di continuare ad esplorare l’evoluzione della comunicazione diplomatica potrà contare sempre sulla mia disponibilità.

 

La nuova kindle diplomacy

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Dal 2 giugno Suzi Levine è la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti in Svizzera. E detiene un curioso primato: è stato il primo diplomatico della storia a giurare su una copia digitale della costituzione americana. Mano destra posata con emozione su un Kindle, il popolare lettore di e-book. Niente libro in pelle dalle eleganti finiture.

Cambiano i tempi, cambiano le tecnologie e anche i riti tradizionali della diplomazia si adeguano.

Probabilmente per la Levine, un passato da manager in Microsoft ed Expedia, deve essere stato un gesto naturale. Come quello di scrivere in prima persona su Twitter o di presentarsi agli svizzeri con un bel video su YouTube. Un esempio di professionista al passo con l’evoluzione digitale.

Il dibattito globale sulla diplomazia digitale fa tappa a Barcellona

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Barcellona DigitalDiplomacy

Il Public Diplomacy Council della Catalogna ha organizzato una conferenza internazionale sulla Diplomazia Digitale che si terrà giovedì 8 maggio dalle 9.30 a Barcellona. Un momento importante per offrire nuovi spunti al dibattito globale su un fenomeno che da diversi anni sta interessando un crescente numero di Paesi.

Avrò il piacere di intervenire alla conferenza insieme a importanti relatori: Arturo Sarukhan, consulente internazionale ed ex-Ambasciatore del Messico negli Stati Uniti; Toni Cowan-Brown di Burson-Marsteller e uno degli autori dello studio Twiplomacy; Gökhan Yücel, co-fondatore e presidente di Yeni Diplomasi; Marlowe Hood, creatore dell’e-diplomacy Hub dell’Agence France Presse; Alexandra Ekkelenkamp e Pablo Pérez-Armenteros, responsabili dei social networks del Consiglio Europeo e della Commissione Europea; Albert Medrán, responsabile comunicazione di Change.org.

L’evento sarà aperto da Albert Royo, Segretario Generale del Public Diplomacy Council della Catalogna e in chiusura interverrà in video conferenza Tom Fletcher, ambasciatore del Regno Unito in Libano e pioniere della diplomazia digitale.

Qui il programma completo.

Il mio intervento, dal titolo “Successes and failures in Digital Diplomacy”, illustrerà alcune buone pratiche che possono essere prese come modello di una diplomazia innovativa e altri casi di comunicazione nei quali invece emergono i limiti strategici di molti governi che ancora non hanno compreso come utilizzare le potenzialità offerte dalla Rete per costruire nuove relazioni internazionali.

La conferenza può essere seguita in live-streaming a questo link.

L’hashtag su Twitter è #bcndd14

 

La mappa della twiplomacy italiana

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mappa twiplomacy farnesina

Il ministero degli Esteri ha realizzato una mappa con tutti gli account Twitter della diplomazia italiana, dal ministro Federica Mogherini ai sottosegretari, dalle missioni ai profili degli ambasciatori.

Per ora la mappa è stata postata su Twitter, ma non l’ho ancora trovata sul sito della Farnesina. Un piccolo suggerimento: sarebbe interessante realizzare per il sito una versione interattiva della mappa con i link ai vari profili e gli ultimi aggiornamenti.

Così funziona la diplomazia digitale di Israele

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La pagina Facebook del ministero degli Esteri israeliano

La diplomazia digitale non deve essere vista come una nuova forma di diplomazia, ma piuttosto come uno strumento nuovo e ricco di risorse per portare avanti la tradizionale attività diplomatica.

È uno dei messaggi che emerge da un’interessante intervista a Yorm Morad, responsabile della diplomazia digitale del ministero degli Esteri israeliano. Ecco in sintesi altri punti chiave:

  • L’interazione e il dialogo con il pubblico sono fondamentali
  • La comunicazione deve partire dall’individuazione della giusta audience
  • Organizzarsi per misurare i risultati dell’attività
  • Le relazioni con i media tradizionali non vanno abbandonate, ma rinnovate
  • Il messaggio non cambia. Cambiano i mezzi per veicolarlo.
  • Necessario imparare a delegare e allegerire la catena di controllo

Qui il link all’intervista completa.

 

Una mappa interattiva per illustrare missioni e ruolo della NATO

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nato map

Operazioni militari, missioni, numero di truppe sul campo, partnership strategiche e Paesi alleati. Contiene tante informazioni la nuova mappa interattiva lanciata nei giorni scorsi dal Quartier Generale di Bruxelles. Si chiama “NATO on Duty” e il suo obiettivo è quello di spiegare visivamente cos’è e cosa fa la Nato, l’organizzazione militare fondata nel 1949 e che conta attualmente 28 Stati membri.

L’iniziativa si inserisce all’interno di una strategia di comunicazione che punta sempre di più sul web e sui social media, come dimostra ad esempio la scelta del live-streaming di molte riunioni, compreso il vertice di oggi e domani dei Ministri degli Esteri, e il tentativo di stimolare interazione con gli utenti su Twitter e Facebook.

 

Arriva Obama e l’ambasciata Usa si scatena sui social media

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Oggi il presidente americano Barack Obama atterrerà a Roma. È dal luglio del 2009 che l’inquilino della Casa Bianca non viene in Italia.
Per preparare il terreno a questa visita molto attesa, negli ultimi giorni l’ambasciata americana in Italia ha utilizzato soprattutto i social media. Con una serie di contenuti insoliti e uno stile informale che ha sorpreso molti.

Il 18 marzo è stato lanciato su Twitter e Facebook l’hashtag #obamainitalia e la missione diplomatica ha cominciato a pubblicare materiale per ripercorrere la storia delle visite dei Presidenti a stelle a strisce.

 

 

Dopo l’excursus storico, è cominciata una serie di post e tweet che rappresentavano una sorta di visita virtuale, con una sagoma di cartone del presidente Obama fotografata in varie zone della capitale.

Ieri sera il conto totale dei tweet con l’hashtag #obamainitalia segnava poco più di 700 tweet (aggiornamento mercoledì alle 17: i tweet sono circa 1.400) . Con un picco raggiunto martedì scorso grazie a questo messaggio.

 

Il tour virtuale della sagoma di Obama è stato poi riassunto in questo breve video postato su YouTube e ripreso da varie testate.

Tweet, post e video si sono guadagnati le homepage di diversi quotidiani online italiani (es: Repubblica, Corriere della Sera, Messaggero) e perfino stranieri (El Pais). Un interessante esempio di come i social media possano essere usati non per forza in chiave di disintermediazione, ma come strumenti d’interlocuzione per amplificare la copertura e la visibilità sui mezzi d’informazione tradizionali.

 

La crisi in Ucraina e la diplomazia digitale della Russia

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A Kiev e in Crimea tirano venti gelidi di Guerra Fredda che rianimano la vecchia battaglia mediatica tra Stati Uniti e Russia. Ma i tempi della propaganda a colpi di radio pirata e tipografie clandestine sono ormai lontani. Oggi il confronto tra Washington e Mosca si combatte in 140 caratteri su Twitter.

Molti sono rimasti colpiti in particolare dall’attivismo online di istituzioni e rappresentanti governativi russi. Si tratta in realtà di una conferma dell’importanza che questi strumenti rivestono nelle strategie di comunicazione di Mosca.

 

 

 

 

 

 

Da notare anche il ruolo in disparte del Primo Ministro Dmitri Medvedev, di solito abbastanza attivo su Twitter e con un ampio bacino di follower. I suoi account in inglese e in russo sono fermi rispettivamente dal 7 marzo e dall’8 marzo, quando l’ex Presidente ha postato una foto di un mazzo di rose per fare gli auguri alle donne russe. Visto il clima politico, suggerirei un rapido aggiornamento.

 

rose medvedev

Come i social media possono aiutare la diplomazia

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“Un miglior livello d’informazione cambia il modo in cui valutiamo i problemi e come li affrontiamo. Il lavoro della diplomazia si basa principalmente sulla raccolta di informazioni e in questo senso i social media sono una straordinaria risorsa”.

Parole di Carl Bildt, Ministro degli Esteri svedese, durante il TEDx Stockolm dedicato al rapporto tra le relazioni internazionali e le nuove tecnologie. L’evento si è tenuto a fine gennaio nell’ambito del primo Digital Diplomacy Hackaton.

Nel suo intervento Bildt ha sottolineato l’importante ruolo dei social media come strumenti di public diplomacy per coltivare le relazioni con i cittadini, ma ha voluto soprattutto evidenziare il contributo decisivo che possono dare all’attività di analisi e approfondimento sul campo che è tra le basi fondanti della politica estera di un Paese.

 

La Russia discuterà online la nuova strategia di cybersecurity

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federal council russia

Il sito web del Consiglio Federale russo

La Commissione sullo Sviluppo dell’Informazione del Consiglio Federale russo organizzerà entro la fine di gennaio una consultazione online per commentare e integrare la bozza della nuova strategia di sicurezza informatica. Il documento è già stato pubblicato sul sito della Camera alta del Parlamento e nei prossimi giorni verrà diffuso su diverse piattaforme per stimolare la partecipazione attiva degli utenti al processo di approvazione finale.

L’obiettivo è quello di contribuire a definire meglio le nuove minacce e individuare le soluzioni più efficaci per affrontarle. Agli utenti verrà chiesto anche di sviluppare alcune proposte già contenute nella bozza, come ad esempio l’introduzione di corsi di cybersecurity nelle scuole o la creazione di centri specializzati che possano offrire consulenza e formazione alle aziende e ai cittadini.

L’iniziativa conferma la forte attenzione che Mosca ha posto ultimamente su questo delicato tema. Nell’agosto dello scorso anno, il Ministero della Difesa aveva annunciato l’intenzione di costituire un corpo speciale delle forze armate specializzato nel contrasto alle cyber-minacce. Nello stesso periodo il Presidente Putin aveva siglato un documento che enfatizzava gli attacchi informatici come una delle principali minacce internazionali.