Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Barroso su Twitter. Una scelta coraggiosa di diplomazia digitale.

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I am delighted to join all of you on Twitter. Let’s build Europe together! JMB

Con queste parole il Presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha inaugurato ieri il suo account su Twitter. Incassando il benvenuto di numerosi utenti e di diversi ministri degli Esteri, compreso Giulio Terzi, che non ha mancato di sottolineare l’importanza della nuova diplomazia digitale: “sempre più Europa sui social networks, strumenti diretti di dialogo e confronto”.

 

L'account di Barroso su Twitter

 

L’account di Barroso si affianca a quelli di altri membri della Commissione e del Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy. Nonostante questa presenza già radicata di alti rappresentanti delle istituzioni europei, la comparsa di Barroso su Twitter non era per nulla scontata. E in un certo senso rappresenta un atto di coraggio comunicativo.  

Le istituzioni di Bruxelles faticano sempre più a comunicare, soprattutto in questo momento di crisi, nel quale la fiducia dei cittadini nei confronti della macchina burocratica europea e nella sua capacità di gestire una fase così complessa è in caduta libera. Con evidenti ripercussioni anche negli spazi di dialogo online.  Come ho analizzato nel mio libro, la pagina Facebook della Commissione Europea è divenuta in parte una sorta di “sfogatoio” nel quale gli utenti riversano senza filtri la rabbia, lo scetticismo e la delusione verso chi siede nei posti di comando a Bruxelles. Le iniziative, lodevoli e spesso molto creative, per stabilire un dialogo costruttivo con i circa 55.000 fans provocano a volte dure polemiche o addirittura insulti. Con il risultato di scoraggiare quelli che vorrebbero partecipare al dibattito in modo equilibrato.

Nonostante queste reazioni, è importante che le istituzioni europee continuino a comunicare sui social media. Per due ragioni principali. La prima è che un numero di crescente di persone si informa attraverso Facebook o Twitter. Una maggioranza silente, che ha abbandonato in parte i media tradizionali, che non interviene negli scambi polemici, ma che è attenta a ciò che le istituzioni fanno. Ritirarsi dai social network vorrebbe dire perdere i contatti con questo pubblico. La seconda ragione è che la presenza sui social media e il tentativo di dare voce agli utenti online può di per sé aiutare a migliorare l’immagine delle istituzioni e a sviluppare il rapporto con i cittadini, anche quelli più ostili. Complimenti dunque a Barroso, che ha scelto di non sottrarsi a questo compito. Sperando che la sua pagina Twitter diventi uno spazio di vero dialogo.