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Conflitto: prevenire, porre fine, affrontare le sue conseguenze

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Oggi ho il piacere di ospitare sul mio blog un intervento dell’Ambasciatore britannico presso la Santa Sede Nigel Baker sui conflitti e sulle tragiche ripercussioni per le popolazioni. Un tema attualissimo, che in questi giorni è stato affrontato dal G8 dei Ministri degli Esteri.

 

foto Nigel Baker

L’ambasciatore Nigel Baker

Il G8 dei Ministri degli Esteri si è riunito questa settimana a Londra, nell’ambito della Presidenza del Regno Unito del G8 quest’anno. Come messo in luce dalla loro dichiarazione, i Ministri hanno affrontato tra loro le questioni principali all’ordine del giorno: Siria, Iran, Corea del Nord ed il processo di pace in Medio Oriente. Ma i Ministri dei paesi G8 non hanno soltanto spento il fuoco.

Il punto focale della Presidenza britannica continua ad essere in molta parte nel lungo termine, sul bisogno strategico di prevenire il conflitto, le vie pratiche per trattare le sue conseguenze, in particolare l’impatto devastante su uomini, donne, bambini innocenti trovatisi coinvolti.

Come ho detto alla Radio Vaticana questa settimana, uno degli aspetti più devastanti del conflitto moderno, è l’uso dello stupro come un’arma di guerra. All’urgenza del Regno Unito, che con il Ministro degli Esteri William Hague ha fatto di questo una priorità della propria politica estera, i Ministri degli Esteri hanno approvato una Dichiarazione sulla Prevenzione della Violenza Sessuale nei Conflitti.

Questo documento enuncia le vie pratiche per affrontare la cultura dell’impunità che circonda la violenza sessuale nei conflitti, assicurando che aumenti il numero dei perpetratori assicurati alla giustizia, e che inizi il processo di costruire una coalizione internazionale forte ed efficace per affrontare il problema. La sua scala è immensa. Le cifre delle Nazioni Unite suggeriscono che 500,000 donne sono state stuprate solo nella Repubblica Democratica del Congo. Papa Francesco ha parlato di conflitto e delle sue conseguenze con il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon l’8 aprile scorso. Il Regno Unito, insieme al G8, sta rispondendo al richiamo del Papa ad un’azione urgente. Restiamo in viva attesa del sostegno della Santa Sede a questa importante iniziativa.

I paesi che sono passati attraverso conflitti possono essere aiutati a ritornare alla prosperità. Il G8 si è incentrato in particolare su Birmania e Somalia, guardando a rafforzare un nuovo impegno di entrambi i paesi verso strutture economiche globali ed investitori responsabili, la strada più sicura alla ripresa politica ed economica nel lungo termine. Ci vuole tempo per affrontare cicli di conflitti ed instabilità, ed uno sforzo sostenuto. Il G8 non ha tutte le risposte. Ma mantiene la volontà, il senso di responsabilità globale, di continuare a provare. Questa è l’essenza della Presidenza britannica del G8.

Nigel Baker, Ambasciatore britannico presso la Santa Sede

Testo originale in inglese: http://blogs.fco.gov.uk/nigelbaker/2013/04/12/conflict-preventing-it-ending-it-dealing-with-its-consequences/