Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

 - Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

La diplomazia digitale

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Dall’introduzione del libro “Diplomazia Digitale”:

Pagine Facebook delle ambasciate, Summit in diretta su YouTube, blog dei diplomatici, profili Twitter dei Ministri degli Esteri. Sono alcuni degli strumenti dei quali si servono oggi i governi per promuovere i propri interessi strategici all’estero. La comunicazione online, schietta e informale, sta rivoluzionando una delle professioni più tradizionali e poco permeabili ai cambiamenti. L’elegante diplomatico con valigetta, pronto a rifugiarsi dietro l’abituale “no comment”, sta lasciando il posto a una nuova generazione di funzionari che organizza concorsi su Facebook, partecipa a webchat, pubblica video su YouTube, scambia messaggi su Twitter e si racconta senza filtri sui blog.

Questo innovativo approccio mira a instaurare un rapporto diretto con i cittadini delle nuove società digitali che, grazie alle nuove tecnologie, riescono ad avere un peso maggiore nei processi decisionali. Possono diventare dunque un formidabile alleato, o un insuperabile ostacolo, anche nella gestione dei rapporti tra le nazioni. Se nella diplomazia tradizionale gli ambasciatori avevano il principale compito di mantenere i legami con i governi dei Paesi ospitanti, oggi questo rapporto bi-direzionale si è tramutato in una sfera più ampia e articolata di relazioni che coinvolge molteplici attori che interagiscono tra loro in un ambiente fluido. «Gli Stati sono ancora importanti, ma il palcoscenico è sempre più affollato». Così lo studioso Joseph Nye, il padre del concetto di “Soft Power” in politica estera, ha sintetizzato questo nuovo ecosistema in cui i diplomatici sono chiamati a inserirsi per monitorare l’opinione pubblica e diffondere i messaggi ai diversi pubblici di riferimento, cercando di ampliare la sfera di influenza e di promuovere la reputazione e gli interessi del proprio Paese. Usando i mezzi più efficaci a loro disposizione, compresi i social media.

Il rapporto tra la diplomazia, paradigma di discrezione ed equilibrio, e il web, simbolo di apertura e partecipazione, rappresenta un affascinante fenomeno di comunicazione che, partito dagli Stati Uniti, coinvolge oggi diverse nazioni e dà vita a una sorta di risiko online in cui l’obiettivo finale non è la conquista del territorio, ma dell’opinione pubblica internazionale.