Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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William Hague incontra i suoi follower di Twitter

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Il ministro degli Esteri britannico William Hague incontrerà oggi a Londra cinque cittadini che lo seguono su Twitter per discutere della politica estera del Regno Unito. Un modo originale e molto “social” di festeggiare il superamento del traguardo dei 100.000 followers sul celebre sito di microblogging.

Appassionato di internet e grande fautore della diplomazia digitale, Hague aveva lanciato all’inizio di settembre una sorta di competizione online su Twitter chiedendo ai suoi follower di indicare “l’idea che poteva avere il maggiore impatto sul mondo nei prossimi 20 anni” o “quali siano le priorità che il Foreign Office dovrebbe affrontare il prossimo anno”. I cinque cittadini che il Ministro vedrà oggi pomeriggio sono stati selezionati tra coloro i quali hanno inviato gli spunti migliori.

 

 

Un esperimento interessante. Per tre motivi. Perché crea un canale online di dialogo tra cittadini e politica, attivando una comunicazione bidirezionale e non solo unidirezionale dall’alto. Perché contribuisce ad aprire le istituzioni e a stimolare l’ascolto delle voci che vengono dal basso. E infine perché trasporta offline un’iniziativa nata online: si parte da un tweet e poi ci si incontra al ministero. A dimostrazione che la cosiddetta twiplomacy é un ottimo strumento al servizio della nuova diplomazia, non un universo fatuo che vive solo di tweet e like.

Update (ore 23.30): questo è il commento di Hague su Twitter al termine dell’incontro.