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Il Segretario Kerry conferma: la diplomazia del futuro sarà digitale

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dipnote

La nuova veste grafica di DipNote

“Il termine diplomazia digitale è ridondante. Si tratta di diplomazia. Punto.” Con questa frase tranchant il Segretario di Stato John Kerry ha fugato i dubbi di chi temeva che il nuovo inquilino di Foggy Bottom potesse frenare o quantomeno ripensare lo sviluppo digitale della politica estera americana avviato da Hillary Clinton.

John Kerry è intervenuto ieri firmando il primo post della nuova versione aggiornata di DipNote, il blog del Dipartimento di Stato che lo scorso settembre ha compiuto i primi cinque anni.

Le sue parole, accompagnate da una sincera dose di enfasi, sono un’interessante riflessione programmatica per i prossimi anni, nei quali la diplomazia americana appare sempre più intenzionata a lavorare a stretto contatto con l’innovazione digitale.

So of course there’s no such thing any more as effective diplomacy that doesn’t put a sophisticated use of technology at the center of all we’re doing to help advance our foreign policy objectives, bridge gaps between people across the globe, and engage with people around the world and right here at home.

L’articolo si chiude evidenziando quella che dovrebbe essere la funzione principale delle nuove tecnologie in diplomazia: la costruzione di un rapporto nuovo e interattivo con i cittadini stranieri per creare un terreno comune di dialogo e partecipazione.

Most importantly, I want to use technology to hear from all of you; to understand your concerns; and to tap into the expertise of those outside the State Department.  By using these tools, we can create dialogue among the broadest possible audience, and begin to find common ground — and after all, that’s what diplomacy’s all about.