Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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La disputa sul nucleare iraniano si combatte online e sui social media

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sito nuclear iran

La homepage del sito nuclearenergy.ir

Mentre arrancano i negoziati sul nucleare tra l’Iran e il gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania), il governo di Teheran lancia una massiccia campagna di comunicazione online in inglese. Un sito web con tutte le informazioni sul programma nucleare, un profilo su Twitter e una pagina Facebook. Un mix di strumenti per veicolare informazioni, confutare le tesi “occidentali”,  influenzare l’opinione pubblica e creare una base di consenso che dia maggiori margini di manovra ai negoziatori.

Il sito nuclearenergy.ir è comparso online qualche giorno fa e presenta una ricca gamma di contenuti: dalla storia del programma nucleare agli aspetti giuridici, dalla controversia diplomatica alle pagine in memoria degli scienziati uccisi dai servizi segreti dei Paesi nemici. Non mancano foto, video, una sezione di FAQ (Frequently Asked Questions) e un blog con aggiornamenti sullo stato dei negoziati.

A conferma della recente attenzione nei confronti dei social media, consacrata dall’attivismo su Twitter del Presidente Rouhani, la strategia di comunicazione prevede anche un profilo su Twitter e una pagina su Facebook.

Dall’8 novembre ad oggi, in meno di una settimana, sono già 181 i tweet inviati per sostenere le ragioni del programma nucleare. Un approccio molto dinamico e ben strutturato, che vede come target non solo l’audience straniera in senso generico, ma soprattutto i giornalisti delle principali testate occidentali. Non a caso nei primi messaggi di promozione dell’account venivano menzionati Christiane Amanpour dell’ABC, Kim Ghattas della BBC e vari reporter delle agenzie internazionali. Ennesima conferma che Twitter rappresenta il miglior strumento di interlocuzione con il sistema dei media.

La pagina Facebook al momento è l’anello debole. Rilancia principalmente i messaggi di Twitter e non ha contenuti elaborati espressamente per questo canale. Appare come il tentativo di stabilire quantomeno una presenza sul social network più diffuso nel mondo, nel quale i contrari al programma nucleare iraniano hanno già guadagnato una certa esposizione, in particolare sulla pagina “United Aganst Nuclear Iran”.