Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

 - Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

La Svezia si racconta su Twitter. Con le storie dei suoi cittadini.

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Questa settimana tocca a Lina, 26 anni, originaria di Lund, a sud di Stoccolma, appassionata di viaggi e comunicazione. È lei a mandare messaggi e interagire con i followers di @sweden, il profilo Twitter ufficiale della Svezia, definito “l’account più democratico del mondo”. Un ottimo esperimento di crowd-tweeting in cui il Paese scandinavo parla di sé attraverso i propri cittadini, pronti a condividere storie di vita quotidiana, passioni, luoghi da visitare e suggerimenti su attività da fare. Ogni settimana una persona diversa. Prima di Lina è stata la volta di Magnus, Elin, Jessica…Una grande narrazione corale per promuovere in modo innovativo e coinvolgente i diversi aspetti della Svezia. Un’iniziativa che rientra a tutti gli effetti nell’ambito della diplomazia digitale.

 

 

Il progetto, denominato “Curators of Sweden”, è molto interessante perché prova ad aggirare due dei maggiori ostacoli della comunicazione istituzionale sui social media: la mancanza di credibilità di chi per missione è chiamato a promuovere se stesso sul web e la fisiologica difficoltà a stabilire engagement online tra persone ed entità statali. Prima nazione al mondo a “cedere” il profilo ufficiale nelle mani dei cittadini, la Svezia punta a una promozione emozionale, basata su storie personali e non su messaggi confezionati. Una tecnica molto efficace sui social media, soprattutto perché stimola un rapporto empatico con gli utenti stranieri che si trovano maggiormente a loro agio a interagire con delle persone reali, piuttosto che con anonimi uffici. Grazie a questa impostazione, l’account si è guadagnato finora circa 29,000 followers in continuo aumento. Così come è in aumento il livello del dialogo tra utenti.

Come si diventa ambasciatori della Svezia su Twitter? Innanzitutto non ci si può autocandidare, ma bisogna essere indicati da altre persone che devono motivare accuratamente la proposta. Per ora vengono accettati solo cittadini svedesi, ma gli organizzatori non escludono che in futuro le porte si potrebbero aprire anche agli stranieri residenti in Svezia, che possono offrire un punto di vista alternativo sul Paese. Un esperimento da seguire con attenzione.

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