Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Le elezioni non si vincono sul web. Ma il web aiuta a vincerle.

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125 milioni di contatti personali tramite telefonate, attività di porta-a-porta e incontri svolti da quasi 700mila volontari. È il dato che mi ha più impressionato della presentazione fatta ieri sera alla Camera dei Deputati da Michael Slaby, Chief Integration and Innovation Officer della campagna elettorale di Obama.

Michael Slaby

Tre ragioni per le quali vale la pena soffermarsi su questo numero:

1)      Il forte “accento tecnologico” della campagna: il fatto che l’enorme attività sul campo delle migliaia di volontari in tutto il Paese sia stata attentamente catalogata, analizzata e integrata tramite piattaforme innovative con il resto dei dati provenienti da altri ambiti della campagna, come l’attività sul web, il marketing tramite email, la pubblicità o il fundraising.

2)      La grande capacità di mobilitazione che la politica americana ancora riesce ad esercitare, nonostante il calo della fiducia nei confronti delle istituzioni che accompagna in particolare questa fase di crisi economica.

3)      I 125 milioni di contatti sono avvenuti “offline”, ma sono stati generati soprattutto, ma non solo, grazie alla comunicazione online, il cui obiettivo era proprio quello di incitare e motivare le persone a sostenere concretamente il candidato, non solo a votarlo.

Quando si discute della campagna elettorale americana, in particolare di quella di Obama, ci si sofferma spesso sul ruolo cruciale dei social media, senza però tenere conto che le nuove tecnologie digitali possono sì aiutare a spostare voti, ma sono soprattutto degli ottimi strumenti di mobilitazione. Le elezioni non si vincono sul web, ma il web può aiutare a vincerle. Per questo è fondamentale stabilire nella strategia dei canali di collegamento tra la comunicazione online e quell’attività sul campo che, anche nell’epoca delle piattaforme virtuali e della realtà aumentata, rimane decisiva. Un suggerimento che vale anche per la diplomazia digitale.

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