Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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La Nato e Facebook insieme nella nuova era digitale

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Stefanie Babst e Elizabeth Linder sono due donne con incarichi professionali all’apparenza molto distanti tra loro. La prima è un alto funzionario diplomatico della NATO, dove si occupa di Public Diplomacy. La seconda segue le relazioni istituzionali di Facebook in Europa, Medio Oriente e Africa. Pochi giorni fa hanno scritto insieme un articolo sull’Huffington Post, spiegando l’insolito rapporto tra la maggiore alleanza militare su scala globale e i social media. Un rapporto che la NATO coltiva già da alcuni anni, durante i quali ha incrementato la sua attenzione nei confronti dei nuovi media e dei protagonisti della comunicazione online. Anche quelli italiani. Nel giugno del 2011, ad esempio, Luca Conti è stato il primo blogger italiano “embedded” con le truppe in Afghanistan e nel suo viaggio ha potuto visitare anche il Quartier Generale della Nato a Bruxelles.

L’organizzazione utilizza sempre di più i social media per fornire notizie sulla sua attività e per controbattere la propaganda online dei Talebani. Inoltre, i suoi stessi rappresentanti hanno scelto la strada dell’esposizione personale su internet. Il Segretario Generale dell’organizzazione, Anders Fogh Rasmussen, pubblica quasi quotidianamente notizie e riflessioni su Twitter, dove si è guadagnato un seguito di circa 100,000 follower.

Il Comandante Supremo delle forze Nato in Europa, l’ammiraglio James Stavridis, ha un suo blog ed è molto attivo su Facebook, dove il suo account è stato addirittura clonato da ignoti per carpire informazioni ai suoi contatti. È stato proprio Stavridis a suggellare il rapporto tra la Nato e i social media, quando alla fine di ottobre del 2011 ha comunicato in anteprima la conclusione delle operazioni militari in Libia con un post su Facebook.

L’intervento di Stefanie Babst e Elizabeth Linder sull’Huffington Post analizza la profonda evoluzione che ha caratterizzato la comunicazione della Nato. Di seguito vengono riportati alcuni passaggi significativi, ma la versione completa dell’articolo merita sicuramente una lettura.

At NATO, we have started to undertake a comprehensive re-think of our soft power approach towards the public. As we have established ourselves on Facebook, Twitter, YouTube, Flickr and other social media sites, we have come to accept new ways of listening, sharing information and engaging in conversational communications with people who are interested in security and defense, and those who are affected by or curious about our policies and missions…

We have deepened our bonds with bloggers from member countries, as well as from Russia, Ukraine and across the Middle East. We have established ties with eminent digital activists and online journalists. And, through social media sites, we have established direct links to people in Libya, Afghanistan, India, Pakistan and far beyond…

This new era of communications begins when public administrations and institutions realize the inherent power of giving people a voice in policy decisions, encouraging transnational dialogue, and tapping into the creative energies of connected societies…

Yes, our organizations, NATO and Facebook, pursue two very distinct missions. NATO’s mission is peace and security. Facebook’s mission is to make the world more open and connected. But we both strongly believe that today’s policy issues are increasingly global…More than ever, governments, organizations and other players in the international arena need to work together to address them, in order to find support for solutions and change.