Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Nuova diplomazia, nuovo spionaggio

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Una bella foto in divisa nel profilo, immagini di cerimonie militari, messaggi sulle attività pubbliche della Nato e qualche divagazione personale. Si presentava così il finto account Facebook dell’ammiraglio americano James Stavridis, Comandante delle forze Nato in Europa. Un profilo realizzato talmente bene da ingannare diversi colleghi, alti ufficiali e diplomatici occidentali, che hanno accettato la sua amicizia, condividendo informazioni private tramite il famoso social network.

Secondo i quotidiani britannici The Telegraph e The Guardian, dietro la creazione del finto account ci sarebbero hacker legati al governo cinese. L’ipotesi non è stata confermata dalla Nato, ma dimostra come lo spionaggio diplomatico sia già attivo sui nuovi canali di comunicazione utilizzati dai rappresentanti delle organizzazioni internazionali.

account Facebook di Stavridis

Il vero account Facebook di Stavridis

Il “vero” Stravridis si era guadagnato la ribalta online quando a ottobre scorso aveva annunciato su Facebook la fine delle operazioni dell’Alleanza Atlantica in Libia. Un modo per informare direttamente anche i tanti cittadini libici che in quei giorni di incertezza e instabilità politica utilizzavano i social media per ottenere notizie.

“Ci sono già stati altri finti account Facebook di comandanti Nato. Non si tratta di vero e proprio spionaggio perchè nelle conversazioni e nei messaggi che vengono postati sul social network non sono presenti informazioni classificate” ha sottolineato un portavoce della Nato. Ma non va sottovalutato che anche eventuali dettagli sulla vita privata di ufficiali e diplomatici sono merce preziosa per i nuovi 007 digitali.

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