Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Sì ai social media in diplomazia, ma il successo sta ancora nelle strette di mano

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Oltre 90 Paesi visitati e quasi 700,000 miglia percorse in tre anni. È questo il bilancio dei viaggi ufficiali all’estero compiuti dal Segretario di Stato Hillary Clinton dal febbraio del 2009 ad oggi. Un rullino di marcia impressionante per il capo della diplomazia USA, che è volata da un angolo all’altro del pianeta per partecipare a summit, negoziare accordi, firmare trattati, incontrare leader e cittadini stranieri. La dimostrazione che anche nella nuova era digitale, il successo dell’attività diplomatica rimane ancora fortemente legato alle strette di mano e alle alchimie fisiche.

Clinton cena con Espinosa

Il Segretario Clinton a cena con il ministro degli Esteri messicano Espinosa (18 febbraio 2012)

Il primo Segretario di Stato della storia che ha dedicato un discorso a internet, che si è dotata di un team di consulenti tecnologici come Alec Ross e Jared Cohen (passato poi a Google), che ha sollecitato tutti i funzionari diplomatici a lanciarsi senza remore nella comunicazione online, che ha indicato l’uso dei social media come una priorità per Foggy Bottom, in tre anni ha dedicato gran parte del suo tempo a viaggiare per risolvere crisi internazionali e per promuovere gli interessi americani nel mondo.

Più di 90 Paesi e circa 700,000 miglia. Numeri destinati a crescere nei prossimi mesi che mancano alla fine del mandato (febbraio 2013). Numeri che rispondono a chi ritiene che la diplomazia su internet possa sostituire quella tradizionale.