Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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La mappa della twiplomacy italiana

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mappa twiplomacy farnesina

Il ministero degli Esteri ha realizzato una mappa con tutti gli account Twitter della diplomazia italiana, dal ministro Federica Mogherini ai sottosegretari, dalle missioni ai profili degli ambasciatori.

Per ora la mappa è stata postata su Twitter, ma non l’ho ancora trovata sul sito della Farnesina. Un piccolo suggerimento: sarebbe interessante realizzare per il sito una versione interattiva della mappa con i link ai vari profili e gli ultimi aggiornamenti.

Una strategia digitale per promuovere l’Italia all’estero

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“Oggi Talleyrand avrebbe un profilo Facebook, un account Twitter, organizzerebbe video-conferenze in streaming e, molto probabilmente, firmerebbe un seguitissimo blog”.

Comincia così la pagina speciale che il Corriere delle Comunicazioni ha dedicato oggi, domenica 2 giugno, alla diplomazia digitale. Un approfondimento con un articolo per fare il punto sul fenomeno e una mia intervista nella quale sottolineo l’importanza di dotarsi di una strategia ad hoc per la comunicazione digitale, così come hanno già fatto altri governi.

articolo cor comunicazioni

L’articolo del Corriere delle Comunicazioni sulla diplomazia digitale

La decisione del Ministero degli Esteri britannico, che ha chiesto alla Rete idee per preparare la strategia digitale per il 2013, potrebbe essere un ottimo esempio da seguire. Come ha recentemente sottolineato il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli agli Stati Generali della Comunicazione Politica, la diplomazia digitale non è una questione di budget, ma di approccio culturale. Un positivo segnale di “modernità culturale” potrebbe essere proprio quello di aprire le istituzioni governative, non solo la Farnesina, alle competenze e alle proposte esterne per definire una strategia digitale con l’obiettivo di promuovere l’immagine e le politiche del nostro Paese a livello internazionale.

Il diplomatico digitale? Deve essere come un bravo cuoco

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“Il diplomatico è un uomo che ci pensa due volte prima di non dire nulla”. Così Edward Heath, ex-primo ministro britannico negli anni ’70, sintetizzava la (non) comunicazione delle feluche. Una battuta che oggi suona ormai obsoleta di fronte agli account su Twitter dei Ministri degli Esteri, ai video su YouTube degli ambasciatori o alle pagine Facebook delle missioni diplomatiche.

Il tema di come le nuove tecnologie stanno cambiando la figura del diplomatico e quali sfide pongono ad una delle professioni più antiche del mondo è al centro di un interessante Tedx Talk in inglese che Stefano Baldi, Direttore dell’Istituto Diplomatico della Farnesina, ha tenuto recentemente a Trento e che è ora disponibile online.

I diplomatici – sottolinea Baldi – possono essere uno dei migliori esempi del mix tra innovazione e tradizione. Devono essere versatili  e saper usare bene le nuove tecnologie per far sì che la loro attività sia incisiva. Come dei bravi cuochi, nel loro lavoro i diplomatici devono essere in grado di miscelare vari elementi, quelli tradizionali e quelli più innovativi”.

 

A Nizza il consolato va su app

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Trasmettere informazioni e offrire servizi online ai cittadini italiani che si trovano in Costa Azzurra e nelle Alpi marittime. É l’obiettivo dell’applicazione Mio Consolato” presentata nei giorni scorsi dalla nostra rappresentanza diplomatica a Nizza.

L’app, disponibile gratuitamente per smartphone e tablet, riprende i principali contenuti del sito web del consolato. In particolare, è possibile scaricare direttamente dal cellulare la modulistica necessaria o inviarla via mail, prenotare un appuntamento, contattare i diversi uffici, accedere alle pagine informative relative ai diversi servizi e agli avvisi pubblicati dal consolato.

Uno snapshot della nuova app

Uno snapshot della nuova app

Un modo non solo per migliorare la comunicazione verso l’esterno e avvicinare le istituzioni ai cittadini, in particolare i giovani, ma anche per dare maggiore visibilità alle iniziative di promozione culturale ed economico-commerciale promosse dalla rappresentanza italiana.

L’app e’ stata realizzata nel quadro del progetto MyMed-Alcotra finanziato dall’Unione europea, dalla regione Paca (Provenza, Alpi, Costa Azzurra), dal consiglio generale delle Alpi Marittime e dalla Regione Piemonte con lo scopo di favorire la cooperazione e lo scambio di informazioni nella zona transfrontaliera.

 

Diplomazia e startup. Un’alleanza vincente per il Paese.

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Un momento del DEF a Venenzia

Un momento del DEF a Venenzia

Innovazione, imprenditorialità, ecosistema economico, investimenti. Sono le parole chiave del Digital Economy Forum che si è tenuto ieri a Venezia. L’evento, organizzato per la prima volta nel 2011 dall’ambasciata americana in Italia, si è imposto come uno dei più importanti appuntamenti annuali per discutere di sviluppo e nuove tecnologie.

Diplomazia e startup. L’unione tra questi due mondi all’apparenza così lontani è stato uno dei capisaldi del mandato dell’ambasciatore David Thorne. Ora che la comunità delle startup italiane sta crescendo e riscuotendo successo anche all’estero, si potrebbe prendere spunto dal Digital Economy Forum e ragionare sulla possibilità di un’alleanza strategica tra la diplomazia e le aziende innovative di casa nostra.

Un’alleanza che può portare benefici alla diplomazia, alle startup e all’intero Paese.

Al mondo delle feluche, perché diplomazia digitale non è solo comunicare in 140 caratteri su Twitter, ma vuol dire aprirsi alla contaminazione delle nuove tecnologie per migliorare il lavoro dei diplomatici e per promuovere in modo più efficace gli interessi e l’immagine del Paese all’estero.

Alle giovani aziende tecnologiche, perché i canali della diplomazia offrirebbero ottimi spazi di visibilità per trovare flussi di capitali o nuovi mercati di sbocco. Oggi organizziamo all’estero eventi per promuovere i nostri tesori culturali, architettonici e turistici. Benissimo. Continuiamo a farlo. Ma pensiamo anche a nuovi format nei quali raccontare un’Italia diversa, poco conosciuta all’estero, fatta di giovani talenti che innovano e costruiscono il proprio futuro con brevetti e nuove tecnologie.

Al Paese, perché da anni si parla di diplomazia economica, ma spesso nel senso di mera promozione commerciale dei brand e dei prodotti “Made in Italy”. L’alleanza diplomazia-startup andrebbe oltre e permetterebbe di esportare non solo marchi e beni, ma un’immagine nuova e positiva dell’Italia.

 

Social media e conflitti. Quattro sfide per le forze armate.

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Il Ministero degli Esteri ha pubblicato sul proprio canale YouTube le riprese integrali del convegno “Digital Media in zone di guerra”, che si è tenuto giovedì 21 marzo alla Farnesina e al quale ho partecipato insieme all’ex-ministro Giulio Terzi, al Generale Massimo Panizzi, Capo Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa, ad Antonio Amendola, fondatore di Shoot 4 Change, e ai giornalisti Amedeo Ricucci e Sonia Mancini.

Dal minuto 00.56.50 è possibile ascoltare il mio intervento, focalizzato sul crescente uso dei social media da parte di forze armate e governi per raccontare ciò che avviene nei conflitti e le sfide che questi nuovi strumenti di comunicazione comportano per le istituzioni.

“Caro Ministro”, un anno di diplomazia sui social media

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“La diplomazia non ha paura dei social network, semplicemente perché oggi come oggi la diplomazia è anche social e digital network. Si può avere paura di se stessi, di una parte di sé”?

È una delle frasi che mi è piaciuta di più dell’ebook “Caro Ministro”, una lunga intervista curata dal consigliere ed esperto di comunicazione Luca Poma al titolare della Farnesina Giulio Terzi. Uscito nei giorni scorsi sulle più note piattaforme per ebook, tra le quali Amazon e iTunes, il testo ripercorre più di un anno di politica estera vissuta sui social media, in particolare su Twitter e Facebook. Realizzato integralmente raccogliendo istanze, suggerimenti e critiche contenute nelle discussioni che hanno coinvolto il Ministro, la pubblicazione si propone anche come un’anticipazione di quella che sarà la diplomazia del futuro, aperta al confronto e al dialogo con la cittadinanza e sempre più online in modo trasparente.

 

tweet Terzi su chico forti

Un tweet di Terzi su Chico Forti. Uno dei casi di grande engagement online citati nel libro.

 

Il testo è molto interessante per almeno due motivi. Si tratta innanzitutto della prima testimonianza di questo genere a livello internazionale da parte di un ministro degli Esteri, che ha scelto di raccontare apertamente il suo rapporto con strumenti la cui natura è piuttosto distante dalla tradizionale comunicazione diplomatica. In secondo luogo, il libro permette di scoprire e analizzare il pubblico che interagisce online con il ministro. Dal generale che interviene puntigliosamente sulla questione dei marò alla signora filippina che vuole portare le due figlie in Italia, dai professori del Politecnico di Torino che spingono affinché il governo prenda posizione sulla libertà di Internet agli alunni di una scuola di Genova che chiedono al ministro di consegnare temi e disegni ai bambini siriani ospitati nei campi profughi.

“Grazie alle loro storie, ai loro commenti e anche alle loro critiche – ha commentato Terzi – credo di essere riuscito a mostrare quanto la politica estera e la diplomazia riguardino da vicino gli interessi concreti e le preoccupazioni di tutti i giorni dei nostri cittadini, che si trovino essi all’estero o in Italia”

Il libro è scaricabile al prezzo simbolico 0,99 e il ricavato verrà interamente donato all’Unicef per i programmi delle Nazioni Unite a favore dei bambini soldato.

 

Digital Media in zone di guerra

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Come cambia l’informazione di guerra ai tempi dei social media? Quali sono le nuove sfide per i comunicatori, i giornalisti professionisti e i nuovi narratori della Rete, come blogger e citizen-journalist?

Se ne parlerà giovedì 21 marzo alle 9.30 in un convegno alla Farnesina organizzato dal Ministero degli Esteri. Avrò il piacere di intervenire accanto al ministro Giulio Terzi, al Generale Massimo Panizzi, Capo Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa, ad Antonio Amendola, fondatore di Shoot 4 Change, e ai giornalisti Amedeo Ricucci e Sonia Mancini.

programma convegno

Il mio intervento si focalizzerà in particolare sul crescente uso dei social media da parte di forze armate e governi per raccontare ciò che avviene nei conflitti. Ormai il duello online affianca, e a volte sostituisce, quello sui campi di battaglia. Operazioni belliche annunciate via Twitter, video di attacchi postati su YouTube, foto scattate dai soldati e pubblicate su Facebook. Questo flusso continuo e in tempo reale di informazioni raggiunge direttamente l’opinione pubblica, aggirando spesso i mezzi di comunicazione e costringendoli a ridefinire il loro tradizionale ruolo di intermediari.

Per partecipare al convegno è necessario inviare un’email a: digitalmedia.esteri@libero.it

“La diplomazia del futuro deve essere innovativa”

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“Credo che il futuro della diplomazia sia sempre più legato all’innovazione e alla capacità da parte del corpo diplomatico e del mondo politico di investire in nuove idee, riadattando la nostra attività di politica estera per meglio rispondere alle nuove sfide”.

Così Claudio Bisogniero, ambasciatore italiano a Washington, descrive in un’interessante intervista a Il Caffè Geopolitico la strada che dovrebbe intraprendere la diplomazia.

“E’ bene ricordare – sottolinea Bisogniero al giornalista Jacopo Franchi– che i social media…non hanno rimpiazzato la nostra attività diplomatica tradizionale, sia in termini di rapporti tra governi che di public diplomacy”.

Il Social Media Hub della missione italiana negli Usa

La missione diplomatica italiana negli Usa sta lavorando molto sul versante della nuova comunicazione, soprattutto per il programma del “2013, Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti”. Lo scorso ottobre ha inaugurato un Social Media Hub, un portale multimediale indirizzato al pubblico americano e alla comunità italiana e italo-americana negli Usa, che attrae un numero crescente di visitatori virtuali.

“La vera rivoluzione – conclude Bisogniero – sta soprattutto nell’aver instaurato un dialogo con interlocutori meno tradizionali rispetto a quelli della diplomazia classica….Sta a noi ora investire in questa esperienza e creare una sempre più salda realtà di diplomazia digitale per il nostro Paese“.

Social media e conflitti. Come cambia l’informazione di guerra.

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Aggiornamento: il convegno è stato rinviato. A breve la nuova data.

Come cambia l’informazione di guerra ai tempi dei social media? Quali sono le nuove sfide per i comunicatori, i giornalisti professionisti e i nuovi narratori della Rete, come blogger e citizen-journalist?

Se ne parlerà martedì 19 febbraio alle 10 in un convegno alla Farnesina organizzato dal Ministero degli Esteri. Avrò l’onore di intervenire accanto al ministro Giulio Terzi, al Generale di Brigata Massimo Panizzi, Capo Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa e ad Antonio Amendola, fondatore di Shoot 4 Change. Modera il direttore di Wired Carlo Antonelli.

social media e conflitti

Il mio intervento si focalizzerà in particolare sul crescente uso dei social media da parte di eserciti e governi per raccontare ciò che avviene nei conflitti. Ormai il duello online affianca, e a volte sostituisce, quello sui campi di battaglia. Operazioni belliche annunciate via Twitter, video di attacchi postati su YouTube, foto scattate dai soldati e pubblicate su Facebook. Questo flusso continuo e in tempo reale di informazioni raggiunge direttamente l’opinione pubblica, aggirando spesso i mezzi di comunicazione e costringendoli a ridefinire il loro tradizionale ruolo di intermediari.

Ci si può accreditare al convegno inviando un’email a: segreteria@muovitiperlanovita.it

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