Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Social media e conflitti. Quattro sfide per le forze armate.

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Il Ministero degli Esteri ha pubblicato sul proprio canale YouTube le riprese integrali del convegno “Digital Media in zone di guerra”, che si è tenuto giovedì 21 marzo alla Farnesina e al quale ho partecipato insieme all’ex-ministro Giulio Terzi, al Generale Massimo Panizzi, Capo Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa, ad Antonio Amendola, fondatore di Shoot 4 Change, e ai giornalisti Amedeo Ricucci e Sonia Mancini.

Dal minuto 00.56.50 è possibile ascoltare il mio intervento, focalizzato sul crescente uso dei social media da parte di forze armate e governi per raccontare ciò che avviene nei conflitti e le sfide che questi nuovi strumenti di comunicazione comportano per le istituzioni.

“Caro Ministro”, un anno di diplomazia sui social media

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“La diplomazia non ha paura dei social network, semplicemente perché oggi come oggi la diplomazia è anche social e digital network. Si può avere paura di se stessi, di una parte di sé”?

È una delle frasi che mi è piaciuta di più dell’ebook “Caro Ministro”, una lunga intervista curata dal consigliere ed esperto di comunicazione Luca Poma al titolare della Farnesina Giulio Terzi. Uscito nei giorni scorsi sulle più note piattaforme per ebook, tra le quali Amazon e iTunes, il testo ripercorre più di un anno di politica estera vissuta sui social media, in particolare su Twitter e Facebook. Realizzato integralmente raccogliendo istanze, suggerimenti e critiche contenute nelle discussioni che hanno coinvolto il Ministro, la pubblicazione si propone anche come un’anticipazione di quella che sarà la diplomazia del futuro, aperta al confronto e al dialogo con la cittadinanza e sempre più online in modo trasparente.

 

tweet Terzi su chico forti

Un tweet di Terzi su Chico Forti. Uno dei casi di grande engagement online citati nel libro.

 

Il testo è molto interessante per almeno due motivi. Si tratta innanzitutto della prima testimonianza di questo genere a livello internazionale da parte di un ministro degli Esteri, che ha scelto di raccontare apertamente il suo rapporto con strumenti la cui natura è piuttosto distante dalla tradizionale comunicazione diplomatica. In secondo luogo, il libro permette di scoprire e analizzare il pubblico che interagisce online con il ministro. Dal generale che interviene puntigliosamente sulla questione dei marò alla signora filippina che vuole portare le due figlie in Italia, dai professori del Politecnico di Torino che spingono affinché il governo prenda posizione sulla libertà di Internet agli alunni di una scuola di Genova che chiedono al ministro di consegnare temi e disegni ai bambini siriani ospitati nei campi profughi.

“Grazie alle loro storie, ai loro commenti e anche alle loro critiche – ha commentato Terzi – credo di essere riuscito a mostrare quanto la politica estera e la diplomazia riguardino da vicino gli interessi concreti e le preoccupazioni di tutti i giorni dei nostri cittadini, che si trovino essi all’estero o in Italia”

Il libro è scaricabile al prezzo simbolico 0,99 e il ricavato verrà interamente donato all’Unicef per i programmi delle Nazioni Unite a favore dei bambini soldato.

 

Digital Media in zone di guerra

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Come cambia l’informazione di guerra ai tempi dei social media? Quali sono le nuove sfide per i comunicatori, i giornalisti professionisti e i nuovi narratori della Rete, come blogger e citizen-journalist?

Se ne parlerà giovedì 21 marzo alle 9.30 in un convegno alla Farnesina organizzato dal Ministero degli Esteri. Avrò il piacere di intervenire accanto al ministro Giulio Terzi, al Generale Massimo Panizzi, Capo Servizio Pubblica Informazione del Ministero della Difesa, ad Antonio Amendola, fondatore di Shoot 4 Change, e ai giornalisti Amedeo Ricucci e Sonia Mancini.

programma convegno

Il mio intervento si focalizzerà in particolare sul crescente uso dei social media da parte di forze armate e governi per raccontare ciò che avviene nei conflitti. Ormai il duello online affianca, e a volte sostituisce, quello sui campi di battaglia. Operazioni belliche annunciate via Twitter, video di attacchi postati su YouTube, foto scattate dai soldati e pubblicate su Facebook. Questo flusso continuo e in tempo reale di informazioni raggiunge direttamente l’opinione pubblica, aggirando spesso i mezzi di comunicazione e costringendoli a ridefinire il loro tradizionale ruolo di intermediari.

Per partecipare al convegno è necessario inviare un’email a: digitalmedia.esteri@libero.it

La Facebook diplomacy con the e pasticcini

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Il Ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi ha annunciato nei giorni scorsi un’interessante iniziativa per coinvolgere i propri fan di Facebook. Inviterà sei cosiddetti “top poster”, tre persone che sono intervenute di più sulla sua pagina e altre tre che hanno pubblicato contenuti che hanno colpito il ministro, a prendere un the insieme alla Farnesina. “In quell’occasione – scrive Terzi – mi impegno a rispondere con completezza a qualunque loro domanda sui temi della politica estera nazionale, nella certezza anche di ricevere utili stimoli”.

La pagina Facebook del Ministro Terzi

Con questa proposta Terzi conferma l’attenzione verso il mondo dei social media: oltre ad avere un account molto seguito su Twitter, il capo della nostra diplomazia è l’unico ministro dell’attuale compagine governativa a usare Facebook e in poco tempo la sua pagina ha raggiunto quasi 300.000 mila interazioni a settimana.

Invitare alcuni dei suoi fan a un incontro è un’eccellente idea per dimostrare come il dialogo sui social network possa portare anche a forme di coinvolgimento più diretto, che possono a loro volta stimolare ancor di più la partecipazione futura degli utenti online.

Finora la maggior parte dei commenti sono stati positivi, soprattutto perché iniziative del genere in Italia non sono affatto comuni, come ha sottolineato anche un utente per stigmatizzare alcune critiche: “Che pochezza puntualizzare e fare battute su the e pasticcini. Il ministro ci offre il suo tempo! Citatemi un membro di un dicastero così impegnativo, che si dedica con tanta umiltà e partecipazione ai suoi cittadini!”

 

L’ambasciata italiana negli USA inaugura il Social Media Hub

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Un portale multimediale che raccoglie i tweet dell’ambasciatore Claudio Bisogniero, della missione diplomatica a Washington e del ministro degli Esteri Terzi, oltre ai collegamenti ai canali social della Farnesina, alla piattaforma Italy for Kids e al sito twiplomacy.it, dedicato alle conferenze che il Ministero sta organizzando sulla diplomazia digitale. Si presenta così il “Social Media Hub” inaugurato oggi dalla nostra ambasciata negli Usa. Un’iniziativa interessante, che potrebbe diventare presto un modello per le altre nostre missioni diplomatiche nel mondo.

Qualcosa dunque comincia a muoversi nell’approccio della Farnesina alla comunicazione online. Come avevo scritto la scorsa settimana, la serie di conferenze sulla Twiplomacy dimostra che i diplomatici italiani stanno guardando con crescente interesse alla e-diplomacy. Ora arriva anche un risultato concreto: una piattaforma online che può aiutare a rilanciare l’immagine del nostro Paese, soprattutto in vista del 2013, anno della cultura italiana negli Stati Uniti.

È significativo che sia proprio la missione diplomatica nella terra di internet e dei social media a fare da apripista. Ieri lo stesso ambasciatore Bisogniero ha confessato che appena assunto l’incarico a Washington ha aperto subito un account su Twitter. Una scelta da non sottovalutare, soprattutto tenendo conto delle resistenze che la cosiddetta twiplomacy ancora incontra tra molte feluche.

Il nuovo Social Media Hub è nato anche grazie all’input politico proveniente da Roma, dove il ministro Terzi sta lavorando per inserire i social media nel nuovo piano di comunicazione della Farnesina. Un passaggio fondamentale per porre le basi della nuova diplomazia digitale italiana.

Da Torino a Washington, la Twiplomacy della Farnesina si espande

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Si terrà all’ambasciata italiana a Washington il 22 ottobre la seconda conferenza sulla Twiplomacy organizzata dalla Farnesina. Dopo quello di Torino del 14 giugno scorso, un nuovo appuntamento per fare il punto sullo sviluppo della diplomazia digitale. Panel di alto livello. Interverranno:

Claudio Bisogniero, ambasciatore italiano negli USA

Alec Ross, Senior Advisor per l’Innovazione del Segretario di Stato Clinton

David Ignatius, Associate Editor & Columnist del Washington Post

Ahmed Shihab-Eldin, Host & Producer dell’Huffington Post

Deborah Seward, Director of Strategic Communications delle Nazioni Unite

L’evento è un’ottima notizia. Per due ragioni. Dimostra che l’attenzione della Farnesina verso la diplomazia digitale rimane alta e che la conferenza di giugno a Torino non era un caso isolato. In secondo luogo, questi eventi possono dare un buon contributo a consolidare il rapporto tra feluche e nuove tecnologie. Come ho spesso avuto modo di sottolineare, la diplomazia digitale non è un processo che nasce dal basso, ma necessita di un convinto input politico dall’alto che può indirizzare l’azione delle strutture, sensibilizzare il personale e vincere le resistenze interne. La serie di incontri sulla Twiplomacy può dunque preparare il terreno politico sul quale far germogliare la nuova comunicazione digitale della Farnesina.

L’hashtag per seguire la conferenza su Twitter è #Twiplomacy

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