Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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La mappa della twiplomacy italiana

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mappa twiplomacy farnesina

Il ministero degli Esteri ha realizzato una mappa con tutti gli account Twitter della diplomazia italiana, dal ministro Federica Mogherini ai sottosegretari, dalle missioni ai profili degli ambasciatori.

Per ora la mappa è stata postata su Twitter, ma non l’ho ancora trovata sul sito della Farnesina. Un piccolo suggerimento: sarebbe interessante realizzare per il sito una versione interattiva della mappa con i link ai vari profili e gli ultimi aggiornamenti.

Arriva il nuovo ambasciatore Usa in Italia. E si presenta su YouTube.

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John R. Philips, nuovo ambasciatore Usa, arriverà domani a Roma. E intanto si presenta ai cittadini italiani con un video su YouTube.

Una consuetudine che ha preso piede già da un paio d’anni al Dipartimento di Stato. Ormai quasi tutti gli ambasciatori pubblicano prima di partire per la sede di destinazione un video nel quale raccontano la loro storia personale e professionale. Spesso con aneddoti sulla vita privata che relegano la discrezione e la riservatezza al passato della comunicazione diplomatica.

I video su YouTube rappresentano anche un elemento di forte discontinuità con secoli di rigidi protocolli, visto che la loro pubblicazione online precede la cerimonia dello scambio delle lettere credenziali, con la quale il diplomatico viene formalmente accolto e può così cominciare la sua attività.

Un altro esempio di come la comunicazione online sta rivoluzionando contenuti e forme della diplomazia.

Una strategia digitale per promuovere l’Italia all’estero

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“Oggi Talleyrand avrebbe un profilo Facebook, un account Twitter, organizzerebbe video-conferenze in streaming e, molto probabilmente, firmerebbe un seguitissimo blog”.

Comincia così la pagina speciale che il Corriere delle Comunicazioni ha dedicato oggi, domenica 2 giugno, alla diplomazia digitale. Un approfondimento con un articolo per fare il punto sul fenomeno e una mia intervista nella quale sottolineo l’importanza di dotarsi di una strategia ad hoc per la comunicazione digitale, così come hanno già fatto altri governi.

articolo cor comunicazioni

L’articolo del Corriere delle Comunicazioni sulla diplomazia digitale

La decisione del Ministero degli Esteri britannico, che ha chiesto alla Rete idee per preparare la strategia digitale per il 2013, potrebbe essere un ottimo esempio da seguire. Come ha recentemente sottolineato il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli agli Stati Generali della Comunicazione Politica, la diplomazia digitale non è una questione di budget, ma di approccio culturale. Un positivo segnale di “modernità culturale” potrebbe essere proprio quello di aprire le istituzioni governative, non solo la Farnesina, alle competenze e alle proposte esterne per definire una strategia digitale con l’obiettivo di promuovere l’immagine e le politiche del nostro Paese a livello internazionale.

A Nizza il consolato va su app

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Trasmettere informazioni e offrire servizi online ai cittadini italiani che si trovano in Costa Azzurra e nelle Alpi marittime. É l’obiettivo dell’applicazione Mio Consolato” presentata nei giorni scorsi dalla nostra rappresentanza diplomatica a Nizza.

L’app, disponibile gratuitamente per smartphone e tablet, riprende i principali contenuti del sito web del consolato. In particolare, è possibile scaricare direttamente dal cellulare la modulistica necessaria o inviarla via mail, prenotare un appuntamento, contattare i diversi uffici, accedere alle pagine informative relative ai diversi servizi e agli avvisi pubblicati dal consolato.

Uno snapshot della nuova app

Uno snapshot della nuova app

Un modo non solo per migliorare la comunicazione verso l’esterno e avvicinare le istituzioni ai cittadini, in particolare i giovani, ma anche per dare maggiore visibilità alle iniziative di promozione culturale ed economico-commerciale promosse dalla rappresentanza italiana.

L’app e’ stata realizzata nel quadro del progetto MyMed-Alcotra finanziato dall’Unione europea, dalla regione Paca (Provenza, Alpi, Costa Azzurra), dal consiglio generale delle Alpi Marittime e dalla Regione Piemonte con lo scopo di favorire la cooperazione e lo scambio di informazioni nella zona transfrontaliera.

 

“Caro Ministro”, un anno di diplomazia sui social media

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“La diplomazia non ha paura dei social network, semplicemente perché oggi come oggi la diplomazia è anche social e digital network. Si può avere paura di se stessi, di una parte di sé”?

È una delle frasi che mi è piaciuta di più dell’ebook “Caro Ministro”, una lunga intervista curata dal consigliere ed esperto di comunicazione Luca Poma al titolare della Farnesina Giulio Terzi. Uscito nei giorni scorsi sulle più note piattaforme per ebook, tra le quali Amazon e iTunes, il testo ripercorre più di un anno di politica estera vissuta sui social media, in particolare su Twitter e Facebook. Realizzato integralmente raccogliendo istanze, suggerimenti e critiche contenute nelle discussioni che hanno coinvolto il Ministro, la pubblicazione si propone anche come un’anticipazione di quella che sarà la diplomazia del futuro, aperta al confronto e al dialogo con la cittadinanza e sempre più online in modo trasparente.

 

tweet Terzi su chico forti

Un tweet di Terzi su Chico Forti. Uno dei casi di grande engagement online citati nel libro.

 

Il testo è molto interessante per almeno due motivi. Si tratta innanzitutto della prima testimonianza di questo genere a livello internazionale da parte di un ministro degli Esteri, che ha scelto di raccontare apertamente il suo rapporto con strumenti la cui natura è piuttosto distante dalla tradizionale comunicazione diplomatica. In secondo luogo, il libro permette di scoprire e analizzare il pubblico che interagisce online con il ministro. Dal generale che interviene puntigliosamente sulla questione dei marò alla signora filippina che vuole portare le due figlie in Italia, dai professori del Politecnico di Torino che spingono affinché il governo prenda posizione sulla libertà di Internet agli alunni di una scuola di Genova che chiedono al ministro di consegnare temi e disegni ai bambini siriani ospitati nei campi profughi.

“Grazie alle loro storie, ai loro commenti e anche alle loro critiche – ha commentato Terzi – credo di essere riuscito a mostrare quanto la politica estera e la diplomazia riguardino da vicino gli interessi concreti e le preoccupazioni di tutti i giorni dei nostri cittadini, che si trovino essi all’estero o in Italia”

Il libro è scaricabile al prezzo simbolico 0,99 e il ricavato verrà interamente donato all’Unicef per i programmi delle Nazioni Unite a favore dei bambini soldato.

 

“La diplomazia del futuro deve essere innovativa”

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“Credo che il futuro della diplomazia sia sempre più legato all’innovazione e alla capacità da parte del corpo diplomatico e del mondo politico di investire in nuove idee, riadattando la nostra attività di politica estera per meglio rispondere alle nuove sfide”.

Così Claudio Bisogniero, ambasciatore italiano a Washington, descrive in un’interessante intervista a Il Caffè Geopolitico la strada che dovrebbe intraprendere la diplomazia.

“E’ bene ricordare – sottolinea Bisogniero al giornalista Jacopo Franchi– che i social media…non hanno rimpiazzato la nostra attività diplomatica tradizionale, sia in termini di rapporti tra governi che di public diplomacy”.

Il Social Media Hub della missione italiana negli Usa

La missione diplomatica italiana negli Usa sta lavorando molto sul versante della nuova comunicazione, soprattutto per il programma del “2013, Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti”. Lo scorso ottobre ha inaugurato un Social Media Hub, un portale multimediale indirizzato al pubblico americano e alla comunità italiana e italo-americana negli Usa, che attrae un numero crescente di visitatori virtuali.

“La vera rivoluzione – conclude Bisogniero – sta soprattutto nell’aver instaurato un dialogo con interlocutori meno tradizionali rispetto a quelli della diplomazia classica….Sta a noi ora investire in questa esperienza e creare una sempre più salda realtà di diplomazia digitale per il nostro Paese“.

I pionieri della diplomazia digitale alla Farnesina

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Giovani, intraprendenti e pronti a sfruttare tutte le potenzialità del web per promuovere l’immagine e le politiche dell’Italia all’estero. Sono i funzionari che lavorano al servizio stampa del Ministero degli Esteri, guidati da Giuseppe Manzo. Un articolo sul mensile Capital descrive non solo la loro attività quotidiana, ma anche quel lavoro più complesso e di lunga portata che ha un obiettivo ambizioso: portare la rivoluzione digitale dentro la Farnesina.

L'articolo del mensile Capital

Tanti i recenti segnali della trasformazione in atto: l’attivazione del profilo Twitter del ministro Terzi, che in poco tempo ha raggiunto quasi 25.000 follower; lo studio dell’Agence France Presse sulla e-diplomacy che ha inserito il ministro nella top ten degli influencer italiani; il nuovo account Twitter @farnesinapress, che diffonde notizie direttamente ai giornalisti e ai cittadini; il lancio del nuovo sito web del Ministero; l’uso di strumenti di storytelling multimediale come Storify; l’organizzazione delle conferenze a Torino e Washington sulla Twiplomacy; la nuova piattaforma Social Media Hub dell’ambasciata italiana negli Usa; la crescente attenzione che l’Istituto Diplomatico, guidato da Stefano Baldi, dedica alla diplomazia digitale e alla formazione tecnologica dei funzionari.

Qualcosa alla Farnesina sta cambiando. Lo dimostrano anche le iniziative di alcune nostre ambasciate nel mondo, che non possono essere lasciate sole, ma devono essere sostenute e accompagnate da una strategia digitale di ampio respiro che non si focalizzi solo sugli strumenti da utilizzare, ma che incida sui processi interni e sull’approccio culturale nei confronti della comunicazione online e del dialogo con i cittadini. In questo contesto, come già successo in altri Paesi, l’esempio di alcuni funzionari del ministero può avere un ruolo cruciale di indirizzo per tutte le strutture. L’input politico dall’alto e un gruppo che faccia da pionere. È questa la combinazione giusta per lo sviluppo della diplomazia digitale.

Gli stagisti virtuali, un’opportunità per la nostra diplomazia digitale

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Il Dipartimento di Stato americano ha da poco aperto il bando di selezione per i cosiddetti “eInterns”, stagisti che lavoreranno online per le ambasciate sparse nel mondo. Senza muoversi dagli Stati Uniti, comodamente seduti davanti ai loro computer. Una collaborazione virtuale, nella quale agli stagisti verranno richieste diverse attività: condurre ricerche, raccogliere dati, analizzare i media, creare grafici o altri elementi multimediali, collaborare nello sviluppo dei contenuti dei siti internet. E soprattutto aiutare le ambasciate ad attuare le strategie di diplomazia digitale, contribuendo alla comunicazione sui social media. Nella presentazione del bando si legge espressamente che gli stagisti dovranno “develop and implement public relations campaigns using social media sites like Facebook, Twitter, MySpace, YouTube, etc. to communicate and reach out to youth”.

Il “Virtual Student Foreign Service”, così si chiama il programma, è molto interessante e può essere un buon esempio da seguire anche per la nostra diplomazia. Per diverse ragioni. Innanzitutto aiuterebbe a scavalcare un ostacolo economico: non sempre la Farnesina ha fondi per coprire gli stage all’estero e i programmi di scambio diventano quindi appannaggio solo di chi può pagarsi i soggiorni in altri Paesi. L’esperienza virtuale permetterebbe invece a un numero maggiore di ragazzi di sperimentare e comprendere meglio l’attività di una missione diplomatica.

Dall’altra parte, il contributo degli stagisti sarebbe per le nostre ambasciate una positiva iniezione di innovazione. I ragazzi potrebbero portare idee nuove e competenze tecniche utili a sviluppare azioni di comunicazione sui social media. Non sarebbe una riedizione del banale e dannoso refrain “ai social media ci pensa lo stagista”, ma piuttosto un’alleanza tra funzionari diplomatici che hanno poca esperienza in ambito di comunicazione online e i nuovi nativi digitali.

Ecco il video nel quale il Segretario di Stato Clinton ha annunciato il bando:

La Farnesina potenzia l’analisi semantica del web

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La diplomazia digitale è prima di tutto ascolto. Poi vengono la comunicazione e l’interazione con gli utenti. Lo sa bene l’Unità di Crisi della Farnesina, che ha rinnovato nei giorni scorsi la collaborazione con la società Expert System per il potenziamento della piattaforma di analisi semantica Cogito Intelligence Platform per il recupero dei dati strategici.

 

Sito web dell'Unità di Crisi della Farnesina

Sito web dell'Unità di Crisi della Farnesina

 

Grazie alla capacità di comprendere il significato di frasi e parole, la piattaforma offre all’Unità di Crisi una visione più rapida e completa delle informazioni funzionali a delineare lo scenario di rischio e facilitare così le decisioni operative. Gli scenari internazionali in continua evoluzione e la crescita esponenziale delle informazioni disponibili online hanno aumentato sempre più l’importanza di questi strumenti analitici, che vengono utilizzati da istituzioni e aziende che devono monitorare costantemente il quadro internazionale e informativo.

“Il web contiene importanti indicatori delle situazioni di rischio, ma senza sofisticati strumenti è difficile intercettarli e trarne vantaggio”, ha commentato il Consigliere Claudio Taffuri, Capo dell’Unità di Crisi della Farnesina. “La tecnologia semantica, identificando con maggiore tempestività e precisione i dati strategici, ci consente di prendere decisioni più consapevoli e svolgere al meglio il nostro compito”.

Nasce @FarnesinaPress, l’account Twitter per giornalisti. E non solo.

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A pochi giorni dall’inizio di Twiplomacy, la conferenza che si terrà il 14 giugno a Torino per discutere di diplomazia digitale, il servizio stampa del Ministero degli Esteri ha aperto un account su Twitter, @Farnesinapress, per diffondere notizie sull’attività della Farnesina e delle missioni diplomatiche all’estero.

 

 

L’account affiancherà quello del Ministro Terzi, che in questi mesi si è guadagnato più di 22.000 follower, grazie ad un sapiente uso di messaggi sia in italiano che in inglese. Rispetto a quello del Ministro, il nuovo account coprirà tutta l’attività della Farnesina, avrà un tono più istituzionale, ma dovrà interagire con gli utenti per rispondere tempestivamente a richieste di informazioni, non solo da parte di giornalisti, ma anche della platea più ampia di chi segue la politica estera. Su Twitter, e in generale online, gli interlocutori di riferimento perdono i loro connotati tradizionali. Questo comporterà per il servizio stampa la necessità di dotarsi di un metodo efficace per tenere testa ai ritmi frenetici di Twitter e interagire con un pubblico diverso, che non si presenta necessariamente con il tesserino stampa.

Il caso più eclatante che illustra bene questo nuovo approccio ha visto protagonista un famoso blogger italiano, Filippo Sensi (@nomfup), che nell’ottobre del 2011 chiese via Twitter al portavoce della Cancelliera Merkel se era vero che il leader tedesco si fosse scusata per i sorrisi ironici rivolti all’Italia durante la conferenza stampa congiunta con l’ex Presidente francese Sarkozy, così come riportato dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi. Il portavoce Steffen Seibert negò con fermezza le scuse. Il tweet di replica al blogger italiano fece il giro del mondo, finendo sulle pagine di tutti i principali quotidiani, ed ebbe un‘eco mediatica più vasta di un tradizionale comunicato stampa.

Il nuovo profilo Twitter del servizio stampa guidato da Giuseppe Manzo è un altro passo che testimonia l’attenzione della Farnesina verso la diplomazia digitale. Sarà interessante vedere come evolverà. Per il momento mi permetto di dare un paio di rapidi consigli: aggiungerei contenuti in inglese per la stampa estera e seguirei qualche account.

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