Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

 - Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

Unione Europea 2.0. Come la partecipazione online può trasformare la burocrazia.

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Diplomazia diretta con i cittadini e nuove piattaforme online per sviluppare in maniera partecipativa la legislazione comunitaria. Sono due interessanti punti della risoluzione “Strategia di libertà digitale nella politica estera dell’UE”, approvata lo scorso dicembre dal Parlamento Europeo, su proposta dell’eurodeputata olandese Marietje Schaake.

Nel primo punto il Parlamento…

riconosce che Internet e i mezzi di comunicazione sociale consentono ai governi di praticare la diplomazia diretta e favoriscono l’intensificarsi dei contatti interpersonali in tutto il mondo

 

Nel secondo…

auspica che le moderne tecnologie della comunicazione, e in particolare i mezzi di comunicazione sociale, mediante un opportuno utilizzo, possano servire a rafforzare e affermare la democrazia diretta tra i cittadini dei paesi dell’UE e dei paesi terzi attraverso la creazione di piattaforme sociali per legiferare.

Un'immagine del Parlamento Europeo

Rapporto diretto tra istituzioni e cittadini, mirato ad un attivo coinvolgimento di quest’ultimi anche nei processi di decision-making attraverso piattaforme online. Un proposito ambizioso, che potrebbe aiutare a migliorare l’immagine della burocrazia di Bruxelles e colmare la distanza che spesso i cittadini avvertono nei confronti delle istituzioni comunitarie. Temi dei quali si è discusso  anche al Parlamento Europeo lo scorso novembre in un incontro sulla diplomazia digitale.

Ora però è tempo di passare dai buoni propositi ai fatti. Già nel 2010 il Parlamento aveva votato il Rapporto Lokkergaard sull’uso dei social media. Una sorta di cornice politica per la nuova sfida digitale. “L’obiettivo generale – si leggeva nel documento – è presentare alle istituzioni europee e agli Stati membri dei percorsi per coinvolgere maggiormente i cittadini europei nelle questioni che riguardano l’Unione Europea”. Sono passati più di due anni e Bruxelles ha compiuto molta strada verso una maggiore apertura e trasparenza della propria comunicazione. Il secondo passaggio cruciale adesso sarà quello di studiare meccanismi per raccogliere le istanze dal basso e convogliare le migliori idee. Una strategia di diplomazia digitale partecipativa potrebbe veramente aiutare a costruire quell’Europa dei cittadini che troppo spesso è stata solo un vuoto slogan.

La diplomazia digitale al Parlamento Europeo

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Domani, 13 novembre, parteciperò a una tavola rotonda sulla diplomazia digitale al Parlamento Europeo di Bruxelles. Un’ottima occasione per fare il punto sull’evoluzione di questo fenomeno e in particolare per capire come i social media stanno cambiando la comunicazione delle istituzioni europee e il loro rapporto con i cittadini. Nel panel ci saranno Debora Serracchiani, Parlamentare Europeo, Ryan Heath, Portavoce del Commissario Europeo per l’Agenda Digitale e Aurélie Valtat, Responsabile Comunicazione Digitale del Consiglio Europeo.

L’hashtag per seguire il dibattito su Twitter è #digitaldiplomacy.

L’evento è organizzato da Free as the Web, il progetto dell’associazione Rena per la libertà della rete. Qui il programma.

La sede del Parlamento Europeo a Bruxelles

Ecco la presentazione della tavola rotonda:

Ambasciatori che usano Twitter per raccontare i retroscena delle riunioni, ministri che pubblicano video su YouTube, organizzazioni internazionali che aprono pagine Facebook per dialogare con i cittadini. Il crescente uso dei social media da parte delle istituzioni ha disegnato un nuovo e insolito panorama della comunicazione a livello mondiale. Un fenomeno in piena evoluzione che presenta lati affascinanti. Ma che suscita anche molti interrogativi.

I nuovi strumenti digitali stanno veramente cambiando il modo di comunicare dei politici e dei governi? O servono solo ad una riedizione in chiave tecnologica della vecchia propaganda? Quale peso politico possono esercitare i cittadini nelle nuove società plasmate dal web? I governi sono pronti a  mettere in discussione il tradizionale modello di leadership e i processi decisionali? Le istituzioni internazionali sapranno aprirsi alle idee e alle istanze dei cittadini?

Free as the Web, il progetto di Rena per la libertà della rete, ha organizzato il convegno “The Rise of Digital Diplomacy – Using Social Media to Inform and Engage Citizens” per affrontare questo tema d’attualità. L’evento si terrà Martedì 13 novembre alle 12.30 nella sede del Parlamento Europeo di Bruxelles (Altiero Spinelli Building – Room A8F388). Ad animare la discussione ci saranno:

Debora Serracchiani, Parlamentare Europeo

Antonio Deruda, autore del libro “Diplomazia Digitale”

Ryan Heath, Portavoce del Commissario Europeo per l’Agenda Digitale

Aurélie Valtat, Responsabile Comunicazione Digitale del Consiglio Europeo

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