Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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La nuova kindle diplomacy

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Dal 2 giugno Suzi Levine è la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti in Svizzera. E detiene un curioso primato: è stato il primo diplomatico della storia a giurare su una copia digitale della costituzione americana. Mano destra posata con emozione su un Kindle, il popolare lettore di e-book. Niente libro in pelle dalle eleganti finiture.

Cambiano i tempi, cambiano le tecnologie e anche i riti tradizionali della diplomazia si adeguano.

Probabilmente per la Levine, un passato da manager in Microsoft ed Expedia, deve essere stato un gesto naturale. Come quello di scrivere in prima persona su Twitter o di presentarsi agli svizzeri con un bel video su YouTube. Un esempio di professionista al passo con l’evoluzione digitale.

La mappa della twiplomacy italiana

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mappa twiplomacy farnesina

Il ministero degli Esteri ha realizzato una mappa con tutti gli account Twitter della diplomazia italiana, dal ministro Federica Mogherini ai sottosegretari, dalle missioni ai profili degli ambasciatori.

Per ora la mappa è stata postata su Twitter, ma non l’ho ancora trovata sul sito della Farnesina. Un piccolo suggerimento: sarebbe interessante realizzare per il sito una versione interattiva della mappa con i link ai vari profili e gli ultimi aggiornamenti.

Così funziona la diplomazia digitale di Israele

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La pagina Facebook del ministero degli Esteri israeliano

La diplomazia digitale non deve essere vista come una nuova forma di diplomazia, ma piuttosto come uno strumento nuovo e ricco di risorse per portare avanti la tradizionale attività diplomatica.

È uno dei messaggi che emerge da un’interessante intervista a Yorm Morad, responsabile della diplomazia digitale del ministero degli Esteri israeliano. Ecco in sintesi altri punti chiave:

  • L’interazione e il dialogo con il pubblico sono fondamentali
  • La comunicazione deve partire dall’individuazione della giusta audience
  • Organizzarsi per misurare i risultati dell’attività
  • Le relazioni con i media tradizionali non vanno abbandonate, ma rinnovate
  • Il messaggio non cambia. Cambiano i mezzi per veicolarlo.
  • Necessario imparare a delegare e allegerire la catena di controllo

Qui il link all’intervista completa.

 

Una mappa interattiva per illustrare missioni e ruolo della NATO

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nato map

Operazioni militari, missioni, numero di truppe sul campo, partnership strategiche e Paesi alleati. Contiene tante informazioni la nuova mappa interattiva lanciata nei giorni scorsi dal Quartier Generale di Bruxelles. Si chiama “NATO on Duty” e il suo obiettivo è quello di spiegare visivamente cos’è e cosa fa la Nato, l’organizzazione militare fondata nel 1949 e che conta attualmente 28 Stati membri.

L’iniziativa si inserisce all’interno di una strategia di comunicazione che punta sempre di più sul web e sui social media, come dimostra ad esempio la scelta del live-streaming di molte riunioni, compreso il vertice di oggi e domani dei Ministri degli Esteri, e il tentativo di stimolare interazione con gli utenti su Twitter e Facebook.

 

Arriva Obama e l’ambasciata Usa si scatena sui social media

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Oggi il presidente americano Barack Obama atterrerà a Roma. È dal luglio del 2009 che l’inquilino della Casa Bianca non viene in Italia.
Per preparare il terreno a questa visita molto attesa, negli ultimi giorni l’ambasciata americana in Italia ha utilizzato soprattutto i social media. Con una serie di contenuti insoliti e uno stile informale che ha sorpreso molti.

Il 18 marzo è stato lanciato su Twitter e Facebook l’hashtag #obamainitalia e la missione diplomatica ha cominciato a pubblicare materiale per ripercorrere la storia delle visite dei Presidenti a stelle a strisce.

 

 

Dopo l’excursus storico, è cominciata una serie di post e tweet che rappresentavano una sorta di visita virtuale, con una sagoma di cartone del presidente Obama fotografata in varie zone della capitale.

Ieri sera il conto totale dei tweet con l’hashtag #obamainitalia segnava poco più di 700 tweet (aggiornamento mercoledì alle 17: i tweet sono circa 1.400) . Con un picco raggiunto martedì scorso grazie a questo messaggio.

 

Il tour virtuale della sagoma di Obama è stato poi riassunto in questo breve video postato su YouTube e ripreso da varie testate.

Tweet, post e video si sono guadagnati le homepage di diversi quotidiani online italiani (es: Repubblica, Corriere della Sera, Messaggero) e perfino stranieri (El Pais). Un interessante esempio di come i social media possano essere usati non per forza in chiave di disintermediazione, ma come strumenti d’interlocuzione per amplificare la copertura e la visibilità sui mezzi d’informazione tradizionali.

 

La crisi in Ucraina e la diplomazia digitale della Russia

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A Kiev e in Crimea tirano venti gelidi di Guerra Fredda che rianimano la vecchia battaglia mediatica tra Stati Uniti e Russia. Ma i tempi della propaganda a colpi di radio pirata e tipografie clandestine sono ormai lontani. Oggi il confronto tra Washington e Mosca si combatte in 140 caratteri su Twitter.

Molti sono rimasti colpiti in particolare dall’attivismo online di istituzioni e rappresentanti governativi russi. Si tratta in realtà di una conferma dell’importanza che questi strumenti rivestono nelle strategie di comunicazione di Mosca.

 

 

 

 

 

 

Da notare anche il ruolo in disparte del Primo Ministro Dmitri Medvedev, di solito abbastanza attivo su Twitter e con un ampio bacino di follower. I suoi account in inglese e in russo sono fermi rispettivamente dal 7 marzo e dall’8 marzo, quando l’ex Presidente ha postato una foto di un mazzo di rose per fare gli auguri alle donne russe. Visto il clima politico, suggerirei un rapido aggiornamento.

 

rose medvedev

Come i social media possono aiutare la diplomazia

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“Un miglior livello d’informazione cambia il modo in cui valutiamo i problemi e come li affrontiamo. Il lavoro della diplomazia si basa principalmente sulla raccolta di informazioni e in questo senso i social media sono una straordinaria risorsa”.

Parole di Carl Bildt, Ministro degli Esteri svedese, durante il TEDx Stockolm dedicato al rapporto tra le relazioni internazionali e le nuove tecnologie. L’evento si è tenuto a fine gennaio nell’ambito del primo Digital Diplomacy Hackaton.

Nel suo intervento Bildt ha sottolineato l’importante ruolo dei social media come strumenti di public diplomacy per coltivare le relazioni con i cittadini, ma ha voluto soprattutto evidenziare il contributo decisivo che possono dare all’attività di analisi e approfondimento sul campo che è tra le basi fondanti della politica estera di un Paese.

 

Stoccolma ospiterà il primo Hackaton di Diplomazia Digitale

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Il sito web ufficiale della Svezia

Il sito web ufficiale della Svezia

Il 16 e 17 gennaio diplomatici, comunicatori ed esperti di tecnologia si ritroveranno a Stoccolma per plasmare insieme il futuro della diplomazia digitale. Sarà un brainstorming collettivo di 24 ore con l’obiettivo di raccogliere nuove idee e soluzioni per far fronte alle nuove sfide della comunicazione internazionale.

Si tratta della prima “maratona” di questo genere in ambito diplomatico e non a caso verrà ospitata in Svezia, Paese che negli ultimi anni ha puntato molto sul web e sui social media per promuovere la propria immagine all’estero. Soprattutto grazie al forte impulso del Ministro degli Esteri Carl Bildt, che la recente ricerca Twiplomacy ha consacrato come “il leader politico” più connesso al mondo.

I risultati del lavoro saranno resi disponibili in formato “open source” in modo che tutti possano utilizzarli e contribuire in futuro ad aggiornarli e migliorarli.

L’hashtag dell’evento su Twitter è #sidd.

 

Il Dipartimento di Stato punta di nuovo sulla comunicazione digitale

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Macom Phillips

Il profilo Twitter di Macom Phillips

Macom Phillips è il nuovo responsabile del Bureau of International Information Programs, il cuore nevralgico della comunicazione verso l’estero del Dipartimento di Stato americano.

35 anni, ex Direttore dei New Media della Casa Bianca e protagonista della campagna elettorale di Barack Obama del 2008, Phillips è stato nominato dal Segretario Kerry per dare nuove vigore alla comunicazione di Foggy Bottom, in particolare sui social media. Compito non facile. Dopo il forte impulso al digitale dato dall’ex Segretario Hillary Clinton e dal suo Advisor per l’Innovazione Alec Ross, ora è il momento di gestire e rafforzare le relazioni con una comunità online di quasi 30 milioni di persone che guarda agli Stati Uniti con sentimenti a volte contrastanti.

Il Bureau non si occupa solo di Internet, ma la scelta di Macom Phillips lascia presagire che la comunicazione online rivestirà un ruolo rilevante durante la nuova era di Kerry. Phillips infatti vanta nel suo curriculum anni di lavoro per la Blue State Digital, l’agenzia che ha seguito la comunicazione online di Obama sin dagli esordi e vera fucina di talenti digitali.

Phillips riporterà direttamente al nuovo Sottosegretario per la Public Diplomacy Richard Stengel, ex-direttore della rivista Time. Una vecchia volpe del giornalismo e un esperto digitale al servizio della diplomazia. Un’accoppiata da tenere d’occhio.

 

Arriva il nuovo ambasciatore Usa in Italia. E si presenta su YouTube.

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John R. Philips, nuovo ambasciatore Usa, arriverà domani a Roma. E intanto si presenta ai cittadini italiani con un video su YouTube.

Una consuetudine che ha preso piede già da un paio d’anni al Dipartimento di Stato. Ormai quasi tutti gli ambasciatori pubblicano prima di partire per la sede di destinazione un video nel quale raccontano la loro storia personale e professionale. Spesso con aneddoti sulla vita privata che relegano la discrezione e la riservatezza al passato della comunicazione diplomatica.

I video su YouTube rappresentano anche un elemento di forte discontinuità con secoli di rigidi protocolli, visto che la loro pubblicazione online precede la cerimonia dello scambio delle lettere credenziali, con la quale il diplomatico viene formalmente accolto e può così cominciare la sua attività.

Un altro esempio di come la comunicazione online sta rivoluzionando contenuti e forme della diplomazia.