Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Tom Fletcher, il diplomatico digitale che a 37 anni si sente vecchio

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“Quando le persone mi chiedono se a 37 anni sono troppo giovane per essere già ambasciatore, a volte mi viene da pensare che forse sono troppo vecchio”.

Tom Fletcher, ambasciatore del Regno Unito in Libano, è da tempo un vero e proprio pioniere della diplomazia digitale. Usa i social media per lavoro, esorta i suoi colleghi a utilizzarli, tiene un blog, organizza conferenze per unire il mondo della politica con quello della tecnologia, scrive articoli per sottolineare come i nuovi strumenti digitali possono migliorare l’attività dei diplomatici.

Non è un “cyber-utopista”: sa che le webchat su Facebook non sostituiranno mai gli incontri riservati e che i trattati di pace non si scriveranno con i tweet.

 

L'ambasciatore Tom Fletcher

Se già nel 1997 il titolo di un articolo sulla prestigiosa rivista Foreign Affairs si poneva una domanda provocatoria, “Diplomazia senza diplomatici?”, oggi il dibattito sul ruolo dei professionisti della politica estera nel nuovo mondo delle reti digitali è ancora più attuale. E Fletcher sta dando un importante contributo a questa discussione. Il suo ultimo articolo si intitola “Il diplomatico nudo” e vale la pena leggerlo.

Come ho scritto nell’introduzione del mio libro, la vera questione non è se la diplomazia, grazie alle nuove tecnologie, possa esistere anche senza diplomatici, ma piuttosto se i diplomatici possano continuare a svolgere bene il loro lavoro senza partecipare attivamente nella Rete e senza usare gli strumenti con i quali i cittadini e i rappresentanti politici comunicano. Nelle nuove società sempre più plasmate da internet e dai social media, per una professione che ha tra i suoi compiti quello di creare e gestire network di relazioni, la scelta di utilizzare le nuove tecnologie appare ormai di rilevanza sempre più strategica”.