Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Un tweet di troppo. E la presidenza del Sudafrica si scusa.

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Comunicare sui social media vuol dire esporsi. Anche a errori e gaffe. Ieri l’account Twitter ufficiale della Presidenza del Sudafrica ha pubblicato un messaggio per scusarsi di un precedente tweet poco ortodosso che recitava testualmente: “OH NO! Mi sto perdendo #IdolsSA. Sono all’estero con un altro fuso orario. #tristezza.”

 

 

Un errore banale. Probabilmente il social media manager usa un programma come hootsuite o tweetdeck per gestire sia l’account personale che quello del governo. E ha confuso i due feed.

 

 

“L’ultimo tweet non era un tweet ufficiale della Presidenza o del Presidente, ma un errore amministrativo. Ce ne scusiamo”. Cosí quelli dell’account sono prontamente corsi ai ripari. Bene cosí. Ammettere candidamente l’errore. E magari aggiungerci una dose di autoironia. Come insegna il caso piú famoso di errore simile, capitato alla Croce Rossa americana nel febbraio del 2011, quando dall’account ufficiale seguito da quasi 300mila persone partì il seguente tweet:  “Ryan ha trovato altre quattro bottiglie di Dogfish Head Midas Touch… quando beviamo lo facciamo bene!”, con un hashtag eloquente “#ubriacarsi fino a non reggersi in piedi”.

 

tweet croce rossa

Non solo il tweet di scuse della Croce Rossa fu ironico (“abbiamo cancellato il tweet, vi assicuriamo che siamo sobri e abbiamo confiscato le chiavi”), ma l’episodio fu usato per generare viralità: l’account ufficiale cominciò a ritwittare tutti i commenti scanzonati e le foto di chi si era immaginato i nuovi kit di pronto soccorso pieni di birre. Un ottimo approccio per contenere gaffe del genere. Il web é un ambiente mediatico che tende a scaldarsi rapidamente. L’autoironia spegne o quantomeno attenua i focolai e può tornare  molto utile anche per gestire eventuali crisi diplomatiche online.