Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Twitter e diplomazia. Un binomio utile ed efficace.

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Una foto postata su Twitter dall'ambasciatore Millet

Una foto postata su Twitter dall’ambasciatore Millet

“Potrebbe twittare il post del mio blog per cortesia?” Ho veramente chiesto una cosa del genere a una persona del mio staff? Che strano linguaggio sto usando?

Comincia così l’articolo nel quale Peter Millet, ambasciatore britannico in Giordania, racconta i suoi due anni su Twitter e spiega perché i diplomatici dovrebbero usare i social media. Ecco alcuni punti chiave dell’articolo:

Comunicati stampa, interviste ed editoriali non hanno più l’impatto di un tempo. I social media sono oggi un mezzo più efficace per comunicare.

Twitter e Facebook danno l’opportunità di far sentire la propria voce più spesso e di costruire un coerente insieme di messaggi nel corso del tempo

L’attenzione delle persone è in calo. Il tempo per leggere articoli lunghi e complessi è sempre più raro. Un tweet o un breve post su Facebook possono avere un impatto più immediato.

La presenza su Twitter offre inoltre accesso a informazioni aggiornate in tempo reale.

Per usare al meglio i social media bisogna essere autentici. Per un diplomatico trovare il proprio stile non è facile e può essere problematico, ma se i follower non ti percepiscono come autentico, difficilmente continueranno a seguirti.