Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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Un insolito blogger in Vaticano

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“Molti dei miei compatrioti mi hanno chiesto di quali attività si occupasse un ambasciatore presso la Santa Sede. Il mio blog è un mezzo per rispondere a questa legittima domanda e per far luce su quello che molte persone considerano un mondo arcano”.

Così Nigel Baker, ambasciatore britannico presso la Santa Sede, spiega la decisione di aprire un blog per raccontare la sua attivitá. Unico diplomatico accreditato in Vaticano a curare un diario online, Baker é stato intervistato su Vatican Insider, lo spazio del quotidiano La Stampa dedicato alle cronache di Oltretevere, e ha confermato l’attenzione che il Foreign Office di Londra rivolge alla comunicazione sul web dei propri funzionari. “Esiste una vasta rete di diplomatici britannici che curano blog – ha sottolineato Baker – Il Foreign Office li ha appoggiati. Io ho iniziato a tenere un blog quando ero ambasciatore in Bolivia. Desideravo comunicare con i boliviani che non leggevano i giornali o non seguivano gli eventi diplomatici, ma che si servivano dei nuovi mezzi di comunicazione e nutrivano un interesse nei confronti della Gran Bretagna”.

Un’esortazione a sperimentare le nuove vie della comunicazione digitale che viene direttamente dall’alto e che ha spinto molti diplomatici di Sua Maestà ad aprire blog, account su Twitter e pagine Facebook. Il Ministero di Londra ha scelto di coordinare tutte queste iniziative creando un Hub centrale che fornisce assistenza tecnica ai funzionari sul campo, mette a punto le strategie digitali e pubblica in un portale tutti i contributi scritti dai diplomatici impegnati all’estero. Una buona soluzione che nel capitolo del mio libro dedicato all’Italia ho suggerito di adottare per promuovere la nostra diplomazia digitale.

Il caso di Baker é particolarmente interessante per due motivi. Innanzitutto perché i rapporti tra Vaticano e Regno Unito non sono facili (si pensi ad esempio alla questione dell’Irlanda del Nord) e affrontarli sul web é un delicato esercizio diplomatico e di comunicazione. Il secondo motivo é che l’ambiente della Santa Sede é senza dubbio caratterizzato da un alto livello di discrezione che mal si coniuga con le caratteristiche della comunicazione online. Vedremo come verranno accolti i post di Baker, che ha già dimostrato di non avere remore ad affrontare temi caldi come ad esempio la richiesta di maggiore trasparenza nella gestione dello IOR.