Un blog e un libro su come i governi usano i social media per comunicare con i cittadini

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“Voglio che la gente entri nel mio mondo”. Un diplomatico digitale racconta perchè ha scelto Twitter..

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“Voglio comunicare. Voglio che la gente entri nel mio mondo. Voglio che vedano l’attività quotidiana dell’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, il tipo di sfide con le quali è chiamato a confrontarsi”.

Contiene interessanti spunti sulla diplomazia digitale l’intervista all’ambasciatore israeliano a Washington Michael Oren, che in alcuni passaggi smentisce l’immagine stereotipata del diplomatico chiuso nel suo mondo, che preferisce lavorare dietro le quinte, senza le interferenze dell’esposizione mediatica.

 

 

Approdato da poco su Twitter, Oren ne tesse le lodi come strumento fondamentale non solo per comunicare, ma anche per sviluppare relazioni e per analizzare il contesto in cui si opera. “Oggi ci sono ben poche alternative che abbiano la portata e l’efficacia di Twitter nel raggiungere un pubblico vasto e composto in prevalenza da giovani. Inoltre mi permette di mantenere le relazioni con i giornalisti e gli altri diplomatici. Non si tratta solo di diffondere messaggi, ma anche di ascoltare. Twitter è uno strumento per sapere cosa succede e per avere dei riscontri e questo è molto importante”.

Storico di fama e autore di diversi libri, l’ambasciatore israeliano confida di essere lui stesso a scrivere i tweet. Confermando come le nuove tecnologie possano coniugarsi bene anche con background professionali e personali molto distanti da internet. “Ho dovuto imparare e passare da scrivere libri di 800 pagine a tweet di 140 caratteri.”

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